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| Chi è che nella vita non ha mai sorseggiato una fresca Coca Cola? Chi, almeno una volta nella vita, non ha associato la parola "USA" alla famosa lattina rossa con quella scritta tanto invitante? Praticamente tutti. Si tratta di una bevanda dal colore scuro, frizzante e talmente gustosa a tal punto da scatenare una dipendenza psicologica che porta a difficoltà di concentrazione e mal di testa nel caso non la si consumi. Fu preparata per la prima volta nel 1886 ad Atlanta e nacque dalla miscela di vino e foglie di coca variando la sua composizione nel corso degli anni dopo il divieto da parte degli Stati Uniti di aggiungere anche minime percentuali alcoliche alla bevanda. Fu pubblicizzata e descritta come "un tonico reale per il cervello e per i nervi". Nello stesso anno la farmacia Jacobs di Atalanta mise in vendita il primo bicchiere di Coca-Cola, bevanda preparata con foglie di coca, noci di cola, caffeina, alcune essenze e numerosi oli.
Nel 1891 la bevanda diventa costante oggetto della pubblicità: Nei calendari e nei cartelloni pubblicitari apparirono le "Coca-Cola Girls". Pinup attraenti e seminude che aiutarono ad incrementare la vendita della bibita nella popolazione maschile, soprattutto nei periodi di guerra. La ricetta originale, da sempre imitata dalla concorrente Pepsi e dalla Mecca Cola (concorrente orientale anti-usa) e dalle sottomarche che popolano il mercato non ha mai tradito la casa produttrice che, raggiunse l'apice del successo negli anni 20. Anni in cui il boom della Coca Cola si affiancò al collezionismo: lattine, bottigliette e testimonial divennero un cult per gli intenditori a tal punto di esser considerata uno status symbol. Innumerevole le critiche nei confronti di quella che viene definita "l'acqua nera", prime tra tutte, quelle attribuite agli effetti sulla salute.
Eccesso di zucchero e di caffeina, eccesso di aspartame nella versione light e il "misterioso ingrediente" oltre all'acido fosforico accusato di avere un effetto corrosivo all'interno dell'apparato digerente. L'azienda si difende spiegando che la Coca Cola ha la stessa quantità di zucchero presente in un succo di frutta e che, è disponibile in commercio anche una versione senza caffeina.
Questo non basta a smorzare le polemiche, scaturite dai gruppi no-global e anarchici che cercano di combattere la centralità del potere commerciale globale in possesso degli Usa. Dal 1970 al 1993 la Coca Cola fu bandita dall'India poiché l'azienda si rifiutava di dichiarare pubblicamente gli ingredienti in essa contenuta. Un laboratorio di Nuova Delhi analizzò attentamente la bevanda rendendone pubbliche le caratteristiche chimico-organolettiche secondo le quali, vi erano contenute grandi quantità di pericolosi pesticidi. Successivamente l'azienda fu colpita dallo scandalo della lucertola trovata in una bottiglia e dalla psicosi colletti...Read the whole post...
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